giovedì 12 maggio 2016

La miglior difesa è l'attacco?


"Attacco al potere" (da non confondere con Olimpus has fallen) e "Attacco al sistema", sono due film che acquistai per curiosità.

Il primo (a destra) contiene interessanti spunti sul terrorismo di presunta matrice islamica, il secondo (sotto) – con una trama, una regia e un cast da dimenticare – vorrebbe descrivere il malcontento interno e il terrorismo autoctono, quello che dovrebbe riempire le piazze mondiali contro, appunto, il "sistema" (o le strutture).
Inutile dire che, alla fine, vincono i "buoni" in entrambi, come vuole normalizzazione nei moderni "western". 
Ma questo lo immaginavamo, vediamo di andare oltre.

Sul piano internazionale vi è da constatare che il triangolo isoscele (vedi figura sotto), sul quale poggiano le posizioni religiose, vede Cristianesimo ed "Ebraismo occidentale" (mi si passi il distinguo) più vicini, accorpati da medesima radice, con l'Islam posizionato sull'angolo acuto lontano e visto come comune nemico.
Una posizione comoda qualora si volessero cercare dei capri espiatori politici in Moschea per giustificare attentati, ma, al tempo stesso, imbarazzante per i vertici della Chiesa di Roma, combattuta tra l'accoglienza del prossimo (predicata per obbligo neo testamentario rinnovato) e la difesa dei principi monoteistici veterotestamentari (radice comune) che, tra l'altro, se non prevedono alleanze con una parte dei nipotini "emigrati" di Abramo, figuriamoci con i seguaci di Allah.

In Sinagoga, data la questione palestinese (pretesto?) senza fine, non tira aria migliore, anche se, come da tradizione, dell'accoglienza del "diverso" non se ne fanno un cruccio…
Nel frattempo, sul piano politico interno, un malcontento crescente è sempre più difficile da veicolare e le derive intransigenti sono in aumento, nonostante parte di questo sia stato dirottato su un Movimento rimasto acefalo (essendone morto il presunto "ideologo") e a corto di idee sul piano del conflitto religioso, divisi come sono (come gli altri partiti d'altronde) sull'accoglienza o sulla chiusura delle frontiere.
Occorrerebbe un altro scontro tra Costantino e Massenzio e "Roma" (intesa come civiltà e non come impero, però) sarà di nuovo al centro del mondo, non solo Cristiano?
Oppure rimarremo tutti a riveder le stelle in attesa di tempi migliori?
Per ora pensiamo al sindaco, una cosa che dovrebbe essere – almeno sulla carta – più a portata di "mano".

2 commenti:

Carlo Gambescia ha detto...

Molto interessante! Ti ho condiviso su Fb.

Carlo Pompei ha detto...

Grazie!