mercoledì 26 ottobre 2016

Legittimazione e delegittimazione



In politica – sia interna che estera – ci sono avversari e alleati, non amici e nemici.
Ciò avviene attraverso la legittimazione del concorrente, come in qualsiasi "competizione" civile: dalla gara di nuoto al torneo di calcetto, dal concorso alle poste al candidarsi come "deputato" (incaricato dal popolo a svolgere mansioni gestionali ed amministrative), occorre una iscrizione mediante la quale si diventa individuabili, per essere sanzionati o premiati, a seconda della condotta.
Nel caso del politico la sanzione e la premiazione sono rappresentate, al primo livello, da rieleggibilità e conferma di mandato, con relative prebende che non fanno schifo ad alcuno.
Ma "legittimo" significa secondo legge vigente, ovvero che accetta le norme, le regole preesistenti.
Ciò premesso, arriviamo al punto.

Il "rivoluzionario" non sarà mai "legittimo", poiché avversa la legge ed i suoi legislatori ed estensori.
Nel momento nel quale l'accetta – cioè viene eletto ed "accoglie" il mandato – il suo status di "rivoluzionario" cessa all'istante, se mai lo è stato, date le modalità "legittime" con le quali ha conseguito la poltrona.
Non importa se è stato votato da altri "rivoluzionari", quelle modalità che molti confondono con quelle della legittimazione, hanno un nome composto e ben preciso: "colpo di Stato".
Cioè, a dire, un sovvertimento dell'ordine precostituito e precedente.
Ciò si ottiene esclusivamente con le armi, piaccia o meno.
Molti sembrano ignorarlo, anche se indossano la maglietta del "Che" Guevara.
Per pigrizia, incompetenza, comodità, pavidità?
Non cambia nulla, il risultato è il medesimo: stallo istituzionale e sterilità politica.

Qualora i concorrenti si delegittimino a vicenda, poi, da avversari diventano nemici.
In politica estera viene dichiarato lo stato di guerra e sono gli Stati a divenire attori in causa.
In politica interna è più complesso: la guerra civile non ha dichiarazioni, né date di inizio, né regole di ingaggio, né campi d'azione definiti.
Potrebbe non essere solo fisica (terrorismo), ma anche subdola, come quella economica con i suoi corollari di stupido pacifismo per tenere a bada i tumulti.
E, mi sembra, sia ciò che sta accadendo.

2 commenti:

Carlo Gambescia ha detto...

Caro Carlo, perfetto. Sottoscrivo. Solo una piccola chiosa, Il vecchio Schmitt (Carl), distingueva ulteriormente tra legalità e legittimità. Si può accettare la legalità, quindi farsi eleggere in parlamento, seguendo le regole ad esempio, per poi sovvertire il principio di legittimità (della democrazia parlamentare), paralizzando i lavori, applicando rigidamente i regolamenti parlamentari, o interpretandoli secondo l'ottica più favorevole al rovesciamento della legittimità, e così via. Pertanto aggiungerei un terzo "lemma" ( o sotto-lemma") legalità... Comunque sia, bellissimo articolo. Complimenti.

Carlo Pompei ha detto...

Grazie, Carlo, per la precisazione.
Nella chiusura di articolo sottintendevo proprio questo, che poi è ciò che sta accadendo tramite parlamentari inesperti ed inconsapevoli dell'enorme danno dovuto allo stallo che provocano.
La tattica delle alte sfere dei 5 stelle è probabilmente questa, messa in atto non per tramite dei "colonnelli", ma del Capor(al)etto Di Maio.
Ma temo che la comprensione di queste dinamiche sia per pochissimi… ;)