domenica 30 ottobre 2016

Smanettoni pigri
e tecnofobi iperattivi


Se quelle del titolo vi sembrano due contraddizioni, non vi state sbagliando, ma, non per questo, la negazione di esse le farà sparire a mo' di sortilegio.
In un'epoca turbo tecnologica, ma al tempo stesso decadente*, dopo millenni più o meno bui trascorsi al lume di candela e dopo il "secolo breve", stiamo vivendo…

il secolo velocissimo


Tralasciando ipotesi di "illuminazioni" aliene o sovrannaturali – che lasciamo (per nostra incompetenza e con rispetto) ai cultori di materie esoteriche ed ufologiche, i quali sosterrebbero un aiuto terzo nel progresso tecnologico – avalliamo la tesi, più facilmente dimostrabile, secondo la quale "la tecnologia accelera la tecnologia", ovvero la miniaturizzazione e la ri-produzione seriale.
Basti pensare, ad esempio, all'enorme differenza che passa tra un VHS o una "musicassetta" magnetic-analogici e un DVD/CD digital-ottici o addirittura un file audio/video, con il quale la replicabilità diventa pressoché illimitata, date le dimensioni di stoccaggio su supporti sempre più piccoli, ma sempre più capienti.
Ciò genera mercato, ma incrementa anche il suo opposto: la pirateria informatica**.
Quel che accade è una separazione, diremmo una frattura in due della società: da una parte hacker, smanettoni, nerd***; dall'altra coloro i quali rifiutano a priori la tecnologia galoppante per dato anagrafico, per paura, o, probabilmente, per combattere una frustrazione verso la quale si sentono impotenti.
Paradossalmente, però, come dicevamo nel titolo, sono gli ipertecnologici ad essere "pigri" nelle attività umane, mentre i secondi si affannano a raggiungere qualcosa che, tutto sommato, non gli interessa.
Un mondo strano, diremmo al contrario, soprattutto se pensiamo che "digitale" significa fatto con le dita, con le mani, ma non solo su una tastiera o su un touch screen…
* Per approfondimenti documentati sulla decadenza, sulle sue caratteristiche e le tipologie umane e sociali di riferimento, rimandiamo al documentatissimo libro – di prossima uscita – di Carlo Gambescia "Passeggiare tra le rovine".
** Ci riserviamo di approfondire la questione, qui semplificata, in un altro post dedicato.
*** Neologismi che contraddistinguono gli "ipertecnologici".

2 commenti:

Carlo Gambescia ha detto...

Eccellente. Un piccolo commento, su una questione marginale. Diciamo che la pirateria economica rivela che i prezzi di certe tecnologie sono fuori mercato. Semplificando: il pirata indica il prezzo giusto... :-)abbassando, ma non sempre, la qualità del prodotto. Però se il consumatore, ritiene giusto quel prezzo (pirata) - e di conseguenza il rapporto qualità-prezzo, che vi è dietro - ha ragione il consumatore. Sicché la strategia antipirati, non è quella di alzare le barriere (ad esempio vicoli, fiscali, regolamentari, controlli polizieschi all'ingresso di altri imprenditori nel mercato), ma di toglierle (le barriere), trasformando il pirata-imprenditore in imprenditore-imprenditore. E tutto a vantaggio del consumatore. Qui però si apre il problema delle rendite politiche ed economiche favorite dalla logica corporativa delle coalizioni distributive. Difficile da scalzare. Tema, che come tu sai, affronto nel mio ultimo libro... Un abbraccio e ancora complimenti!

Carlo Pompei ha detto...

Ovviamente, caro Carlo.
Discorso più ampio che mi riservo di affrontare nei prossimi post (le note a pie' di pagina qui sono sconvenienti… ;) )