giovedì 21 aprile 2016

Lavoratoriiiii

Ho ricevuto questa lettera e la voglio condividere con voi. 
L'autore mi ha chiesto di rimanere anonimo: non ha speranze in questa classe politica, "nessuno escluso".
Penso che molti di voi si riconosceranno nella situazione descritta.
Buona lettura.


Che cosa dovrebbe fare un governo se non potesse più garantire al proprio popolo il livello minimo di benessere? Auto licenziarsi?

Dopo aver tolto tutto, anche la speranza di sperare in un futuro sereno, annullando le pensioni, distruggendo ogni possibilità per i giovani di creare una famiglia, avendo fatto crescere una comunità di anziani, questo potere dopo essersi piegato e svenduto a poteri più forti dovrebbe garantire promesse e compromessi, soldi e partecipazioni, obblighi e tributi. 
Ma come può farlo senza risorse economiche?

L'Italia è un Paese in questa sintetica situazione. 
Il 60% della popolazione è ultra sessantenne, i più fortunati vivono di pensione. 
Non produce ricchezza, ha giovani precari o disoccupati e famiglie in difficoltà. 
Quando i pensionati moriranno quei giovani e meno giovani con famiglia non potranno più contare su quell'appoggio, seppur misero, chiamato pensione, dei loro nonni o padri. 
Questi giovani e meno giovani a loro volta non avranno pensione e i giovanissimi, almeno i non ricchi, non potranno costruirsi una famiglia.
Ma qualcuno cercherà di convincerli che non ce n'è bisogno. 
Si può vivere bene come single. Si fanno più cose, ci sono meno responsabilità e il conto in banca è meno scarso. 
Inoltre, soltanto i single possono essere "fashion" o "glamour". 
Per evitare ogni tentazione, lo stesso potere educa al transgender e all'apertura delle coppie omosessuali, perché siamo "democratici e moderni". 
Nel frattempo, però, qualcuno che zappa la terra, scava in miniera, serve ai tavoli, pela le patate ecc. ci vuole.
Non c'è problema: questa gente la si prende da quel bacino naturale chiamato campo profughi o, meglio ancora, "mare nostrum". 
Del resto i ragazzi italiani questi lavori non li vogliono fare.
E sapete perchè? 
Perché l'educazione di famiglia e di Stato li ha quasi obbligati allo studio, chiudendoli in scuole e università di livello sempre più scarso, illudendoli di essere necessari allo sviluppo di una società migliore, che le vere professioni siano quelle certificate da "un pezzo di carta".
In ogni caso, un ragazzo italiano non accetterebbe mai un euro l'ora di paga.
Che cosa ci fai con 6 euro al giorno quando usi la macchina o il motorino per andare a lavorare? 
I profughi vanno a piedi, al massimo in bicicletta.
Allora i giovani laureati emigrano, sempre più anziani resteranno soli e verranno curati da profughi, magari da quelli un po' più acculturati che la legge riconosce come "badanti", ai quali i loro assistiti lasceranno, per volontà o per incapacità di intendere e volere, i loro averi, con i quali, o tramite la vendita dei quali, potranno tornare ai loro Paesi e creare una nuova realtà chiamata borghesia. O sostituire quella italiana, ormai decadente. E il cerchio si chiude.
Nel frattempo in Italia i giovani single, gay e altro aumentano, ma crescono anche i giovani profughi, ormai "integrati", generano famiglie (perchè loro sono "antichi", non "moderni" come noi); le famiglie si uniscono, creano imprese e lavoro, comunità stabili e (su raccomandazione) daranno lavoro a quei disperati italiani rimasti, con retribuzioni in nero e da fame.
Catastrofismo? 
Non credo proprio: i poteri e i politici inconcludenti (nessuno escluso) hanno inventato i palliativi e le speranze virtuali, perché un popolo, per continuare a spremerlo, deve avere sempre una finta speranza. 
Chi non accetta o non ci crede potrebbe anche suicidarsi, che – detto tra noi – per il potere non è altro che un bene: un problema in meno da risolvere.

2 commenti:

morena pantalone ha detto...

E' una catastrofe ed anche una realtà, purtroppo... E' un disegno ben progettato e verrebbe da chiedersi perchè noi italiani siamo stati svenduti così facilmente? Di che cosa ci siamo malnutriti in questi anni e perchè solo oggi ce ne accorgiamo?

Carlo Pompei ha detto...

occorre riavvolgere il film degli ultimi trenta anni, vi si trovano molte risposte… Grazie per il commento