giovedì 14 aprile 2016

Un pianificatore pubblicitario
scambiato per ideologo


Nel giorno dei Funerali di Gianroberto Casaleggio (RIP), non si sono ancora sopite le polemiche sulla vignetta di Vauro.
La "sacralità" della morte (virgolette d'obbligo, la religione non c'entra), viene "profanata" sia da chi la dileggia, sia da chi, per "eccesso di rispetto" del morto, usa la sua immagine per secondi fini.
Entrambi, quindi, la usano.
Qui la questione si fa complessa:
Vauro potrebbe fare la fine di Mussolini massacrato da una folla grillina inferocita.
Finire a testa in giù sarebbe un epilogo beffardo per colui che si è divertito spesso a disegnare il duce appeso per i piedi.
Chi di spada ferisce n°1

Ma non è finita.
Vauro, si sa, è uno "zozzone comunista che gode a ogni piazzale Loreto", come ho letto in molti commenti.
Bene, anzi, male.
La sua è satira. Una categoria che non può essere incasellata nel buono o nel cattivo gusto.
A me non sta simpatico, non fa ridere, sorridere o riflettere: lo ritengo pretestuoso e di parte.
Tuttavia, disegnare una vignetta satirica politicamente corretta, sarebbe come brandire una pistola scarica.
Scusate la bassa metafora, è indirizzata ai meno dotati di intelletto.

Se Vauro, invece, avesse pensato e disegnato (ne è capace, sia tecnicamente che ideologicamente) un feretro portato in processione da una folla grillina osannante, a mo' di via crucis delirante, blasfema e post moderna? Sacrilegio? E la comunione grillina dove la posizioniamo?
E i funerali non si sono svolti proprio con queste modalità?
Chi di spada ferisce n°2

Quindi Grillo può insultare, Vauro no: 1 a 0, ma non siamo allo stadio, né in teatro.
Basta!
Non ci interessano le scaramucce sul nulla, qui si decide il futuro dell'Italia.
O stanno soltanto giocando una partita della quale non ne rilevano l'importanza?
Tutto ciò, infatti, mi ricorda quelle scritte sui muri che recitano: "È più amorale rapinare una banca o fondarla?".
Domande senza risposta ci tormentano da anni, perché aggiungerne altre?

La vignetta

L'immagine del burattino con i fili spezzati non offende Casaleggio, anzi, ne amplifica i meriti innegabili: non dimentichiamo il suo passato al servizio di Lega e IDV.
Nulla di male per carità, ma… definirlo ideologo mi sembra una iperbole strumentale.
L'ennesima.

La vignetta, semmai, offende Grillo, ritratto come un fantoccio nelle sue mani e, di conseguenza, dà la medesima connotazione a tutti quelli che vi hanno creduto, spero, in buona fede.
È per questo che vi è stata l'indignazione grillina?
Probabilmente sì: essere presi per fessi non piace a nessuno, neanche ai fessi acclarati.

Di qui a far partire la santificazione del caro estinto è un attimo, soprattutto se la bara è vuota (è un'allegoria, non vi agitate, è morto davvero, non vorrei essere accusato di blasfemia…).
Paradossalmente, infatti, il "buon Gianroberto", ora potrebbe fare per il movimento più che da vivo.

Vauro, comunque, ne sta godendo.
Comunicazione è: purché se ne parli.
Lo stesso Casaleggio sarebbe orgoglioso di lui…

2 commenti:

Massimo Paesani ha detto...

Un pianificatore pubblicitario scambiato per ideologo?
Assolutamente no, Gianroberto era un visionario, un uomo schivo e lontano dalla ribalta. Non amava essere un protagonista, anzi il contrario. Un visionaro, questo si, sicuramente un’idealista, un non-violento e vegetariano. Ma allora perché lo seguiamo, perché quella sua idea della società, per molti utopistica, per noi è realizzabile, se non in tutte le sue “visioni” in alcune sicuramente si! Lui ha avuto il merito di avercela trasmessa, noi l’abbiamo fatta nostra e la seguiamo alla lettera, ma la strada ormai è segnata e chi spera che con la sua morte noi perdiamo la rotta si sbaglia di grosso.
Ma la vignetta di Vauro?
Si sa, la satira è satira e va rispettata, sicuramente non offendeva Casaleggio, semmai il “burattino” Grillo. E allora lo siamo tutti noi attivisti? Siamo dei fessi creduloni? Se lo siamo è perché crediamo che una società possa essere più giusta, più onesta, e se essere realisti significa seguire e votare per i “realisti” ladri e corruttori allora si, vogliamo essere dei creduloni, molto meglio!
E allora perché tanto clamore per la vignetta? Per la tempistica!! Gianroberto era ancora caldo che Vauro aveva già affondato i suoi denti dentro l’accaduto, proprio come uno sciacallo affonda i propri denti dentro la carcassa della preda morta perché adora sentire il sangue ancora caldo. Deprecabile!! Ma si sa il tempo è galantuomo e la storia ci darà ragione!! E’ vero , Vauro sicuramente aveva calcolato la nostra reazione, se l’aspettava, ed io come tanti altri ho fatto la mia parte , ho risposto alla sua provocazione, è il gioco delle parti, a cui sinceramente non mi sarei mai sottratto, era un mio dovere morale nei confronti di Gianroberto e di tutti quei cittadini onesti che credono alle sue “VISIONI”.

Carlo Pompei ha detto...

Grazie per il commento, prendo atto delle tue posizioni, ma non sono io a dirlo.

Mi rendo conto che il titolo possa dare adito a fraintendimenti, ma il compito del titolo è incuriosire il lettore (o farlo infuriare…).

Per il resto penso di essere stato sufficientemente chiaro.

Buona serata